Luglio 10, 2026

Le prime operazioni di trasloco dei residenti da Scordovillo ad altre abitazioni, annunciate all’interno di un percorso triennale con finanziamenti vincolati e dedicati, stanno trovando da un lato un coro di plauso da sindacati ed una parte politica, preoccupazione da alcuni sindaci dell’hinterland, contestazioni da parte di residenti che non vogliono i nuovi vicini ed anche tentativi di occupazioni abusive.

Tentativo di occupazione di case popolari dislocate tra via D’Ippolito e via Cerasolo

«L’avvio delle prime attività di sgombero presso il campo Scordovillo di Lamezia Terme e la ricollocazione in alloggi Aterp di alcune famiglie rom – afferma il Segretario Nazionale del COISP Gianfranco Morabito – rappresenta un momento di svolta storica, il punto conclusivo di una ‘vergogna’ che ha ferito il territorio lametino e calabrese per troppi decenni».

«Ritengo innanzitutto – aggiunge Morabito – associarmi al plauso espresso dal Sottosegretario all’Interno, onorevole Wanda Ferro, nei confronti di tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati in prima linea, con professionalità e sacrificio, nelle delicate fasi operative di questa giornata ma anche come sottolineato in tutto il lavoro preventivo svolto. Un ringraziamento doveroso va esteso a tutte le associazioni e agli enti coinvolti, la cui sinergia è stata essenziale per trasformare un obiettivo complesso in un risultato concreto a dimostrazione di come il lavoro di “squadra” se messo concretamente in campo permette di raggiungere qualsiasi risultato».

«È doveroso, tuttavia, rivolgere un apprezzamento particolare proprio all’onorevole Wanda Ferro», prosegue Morabito, «il suo impegno è stato il motore propulsivo di questa operazione. Per anni abbiamo assistito a dibattiti astratti e approcci filosofici che non hanno mai prodotto alcun cambiamento reale. Al contrario, l’onorevole Ferro, con competenza, determinazione e una presenza costante e fattiva — anche nei tavoli tecnici presso la Prefettura di Catanzaro — ha saputo dare un impulso decisivo a un progetto che oggi, finalmente, inizia a diventare realtà. Non può, al riguardo, non sottolinearsi l’importanza sociale di simili interventi: la risoluzione di una criticità così radicata e complessa non è solo una vittoria per la sicurezza dei cittadini lametini ma rappresenta un atto di civiltà necessario anche nei confronti della comunità rom stessa. Vivere in condizioni così degradate, in contesti del tutto privi di dignità e sicurezza, non era più ammissibile per nessuno. Questa operazione segna dunque un progresso significativo per l’intera comunità, all’insegna del rispetto delle leggi e della dignità umana nella consapevolezza che il percorso intrapreso sia quello giusto per garantire stabilità, sicurezza e legalità a Lamezia Terme».

“Il superamento del campo Rom di Scordovillo richiede responsabilità, collaborazione e scelte”

Il segretario generale provinciale del Sap, Sindacato autonomo di Polizia, Sergio Riga, esprime il plauso del Sap per l’avvio delle operazioni di superamento del campo rom di Scordovillo, a Lamezia Terme, defnito «un intervento atteso da anni che rappresenta un importante segnale di presenza dello Stato sul territorio. L’avvio di questa complessa operazione – dichiara Sergio Riga – segna un momento di particolare importanza per la Calabria e dimostra che, quando le Istituzioni operano in maniera sinergica, con determinazione e senso dello Stato, è possibile raggiungere obiettivi che per troppo tempo sono apparsi irrealizzabili. Si tratta di un risultato che restituisce fiducia ai cittadini e rafforza il principio di legalità. Esprimo il mio apprezzamento al sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, per l’impegno costante profuso nel seguire una vicenda che rappresentava una delle più rilevanti criticità del territorio sotto il profilo della sicurezza, della legalità e dell’inclusione sociale, contribuendo a mantenere alta l’attenzione del Governo su un tema di assoluta rilevanza.

Un sentito ringraziamento va al questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, che ha saputo pianificare e dirigere un dispositivo operativo particolarmente complesso con equilibrio, competenza e autorevolezza, coordinando in maniera efficace tutte le componenti impegnate nell’intervento. Il lavoro svolto dalla Questura di Catanzaro, dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme e da tutte le Forze di Polizia coinvolte conferma ancora una volta l’elevata professionalità degli operatori della sicurezza e la capacità dello Stato di affrontare situazioni di particolare delicatezza.

Come Sap ribadiamo da sempre che dietro ogni significativa affermazione della legalità vi sono il sacrificio, la preparazione e il quotidiano impegno delle donne e degli uomini della Polizia di Stato, chiamati a operare con professionalità e spirito di servizio anche nei contesti più complessi. A loro va il nostro più sincero riconoscimento».

«L’operazione di Scordovillo dimostra che il contrasto all’illegalità non può prescindere da una piena collaborazione tra Governo, Prefettura, Questura, Autorità giudiziaria, Enti locali e tutte le Istituzioni coinvolte. Solo attraverso una strategia condivisa è possibile garantire sicurezza, rispetto delle regole e tutela dei diritti dei cittadini», continua la nota del Sap, garantendo che «continuerà a sostenere ogni iniziativa volta a rafforzare la presenza dello Stato sul territorio, ribadendo la necessità di investire nelle Forze di Polizia attraverso il potenziamento degli organici, il rinnovo dei mezzi, l’innovazione tecnologica e la valorizzazione delle professionalità. Sono questi gli strumenti indispensabili per rendere strutturali risultati importanti come quello raggiunto oggi. L’operazione avviata rappresenta non soltanto il superamento di una delle pagine più difficili della storia recente del territorio lametino, ma anche l’inizio di un percorso fondato sul rispetto della legalità, sulla sicurezza dei cittadini, sulla tutela dell’ambiente e sulla dignità delle persone. È questo il volto di uno Stato presente, autorevole ed efficiente che il Sap continuerà a sostenere con convinzione».

“Chi “ruba la casa” agli abitanti non è una particolare etnia, è il capitale, italiano o straniero che sia”

Gioventù Nazionale Lamezia Terme, unitamente al coordinamento provinciale, esprime «pieno sostegno all’azione intrapresa dal Governo su impulso del sottosegretario Wanda Ferro, che con determinazione ha seguito un percorso complesso e atteso da decenni e che oggi entra finalmente nella sua fase operativa con l’avvio dello sgombero e della ricollocazione degli occupanti del campo di Scordovillo. Si tratta di un passaggio storico per Lamezia Terme, che restituisce centralità ai principi di legalità, sicurezza e rispetto delle regole. Proprio perché condividiamo questa scelta, riteniamo che questo sia il momento di essere presenti sul territorio con coraggio e senso di responsabilità. È il momento di metterci la faccia, sostenere le istituzioni e accompagnare un’operazione tanto delicata quanto necessaria, nell’interesse della città e dei suoi cittadini. Scordovillo è stato per decenni una delle più gravi emergenze sociali e ambientali della Calabria. Un intervento non più rinviabile, reso necessario anche dai ripetuti allarmi della Procura della Repubblica sulle condizioni di degrado dell’area e sui rischi ambientali e sanitari determinati dalla presenza del campo a ridosso dell’ospedale cittadino. Una situazione che imponeva finalmente una risposta concreta e definitiva da parte delle istituzioni».

«Destano perplessità le prese di posizione di alcuni Comuni del comprensorio. Il superamento del campo di Scordovillo non rappresenta infatti un problema esclusivamente della città di Lamezia Terme, ma una questione che per anni ha avuto ricadute sull’intero territorio. È bene inoltre chiarire che la ricollocazione al di fuori del comune riguarda un numero molto limitato di famiglie rom e risponde a una precisa scelta istituzionale: evitare la formazione di nuovi ghetti, favorire un reale percorso di integrazione e spezzare quei contesti di illegalità che si sono consolidati nel tempo. Dispiace constatare – afferma il presidente provinciale di Gioventù Nazionale Catanzaro, Silvio Rotundo – che le proteste provengano esclusivamente da amministratori dell’area progressista. Da anni la sinistra parla di inclusione e integrazione, ma quando queste devono tradursi in scelte concrete prevale puntualmente la logica del “non nel mio giardino”. È una contraddizione evidente. A questi sindaci chiediamo, nello spirito della leale collaborazione istituzionale, quale fosse la loro proposta alternativa per chiudere definitivamente una delle più gravi situazioni di degrado sociale e ambientale del territorio. Se davvero si crede nell’integrazione, non la si può invocare soltanto in linea di principio e poi rifiutarne ogni concreta assunzione di responsabilità.»

«Ci teniamo a sottolineare e perciò a ringraziare l’intera filiera istituzionale che ha consentito tutto ciò, con particolare riguardo al prefetto Castrese De Rosa e alle forze dell’ordine. Le responsabilità istituzionali si misurano con i fatti, soprattutto quando si è chiamati a governare scelte complesse», prosegue Gioventù Nazionale, dichiarando che «seguirà con attenzione tutte le fasi dell’operazione, affinché lo sgombero e la ricollocazione avvengano nel rispetto della legalità, garantendo sicurezza ai cittadini e dignità alle persone coinvolte, senza arretramenti rispetto agli obiettivi fissati».