Mattarella in Corea del Sud e Uzbekistan per rafforzare la cooperazione strategica

Mattarella in Corea del Sud e Uzbekistan per rafforzare la cooperazione strategica
Mattarella in Corea del Sud e Uzbekistan per rafforzare la cooperazione strategica

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, partirà domani per una doppia missione in Corea del Sud e in Uzbekistan, con l’obiettivo di rafforzare la proiezione dell’Italia in Asia e la cooperazione con due partner di grande importanza strategica nell’attuale panorama internazionale. Ad accompagnare il presidente nella visita di Stato, la quarta condotta nella regione dopo quella in Cina nel 2017, e le due in Indonesia e Vietnam nel 2015, ci saranno la figlia Laura e il viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli.

La missione prenderà il via ufficialmente da Seul il 7 novembre, con la deposizione di una corona di fiori al cimitero nazionale e una tappa al Museo nazionale della Corea. L’8 novembre la delegazione visiterà l’area di sicurezza congiunta di Panmunjom, nella zona demilitarizzata al confine con la Corea del Nord. La tappa ha un alto valore simbolico per l’Italia, che durante la Guerra di Corea (1950-1953) contribuì allo sforzo umanitario internazionale allestendo un ospedale da campo per assistere la popolazione civile nel triangolo Incheon-Seul-Suwon.

L’appuntamento più importante della giornata sarà tuttavia l’incontro con il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol, seguito dai colloqui allargati alle delegazioni ufficiali. Le discussioni verteranno sul rafforzamento della cooperazione nel campo dell’economia, dell’aerospazio, della scienza, della tecnologia e della cultura, e daranno seguito ai negoziati avviati da Roma e Seul per la stipula di protocolli d’intesa su commercio e semiconduttori. Non mancheranno inoltre discussioni sui dossier più scottanti nel panorama internazionale, tra cui il conflitto israelo-palestinese, la crescente assertività della Cina nel Mar Cinese Meridionale e la guerra in Ucraina, i cui sviluppi verranno affrontati diffusamente anche in Uzbekistan. Assente dall’agenda ufficiale dei colloqui qualsiasi riferimento ad Expo 2030, cui Roma è candidata assieme alla città sudcoreana di Busan e alla capitale dell’Arabia Saudita, Riad.

Oltre ad essere un partner importante nei settori di tecnologia e commercio (quarta economia in Asia con importanti colossi del digitale come Samsung), la Corea del Sud è di grande rilevanza strategica per l’Italia nell’attuale configurazione dei rapporti internazionali. Dal primo gennaio 2024, Seul siederà infatti nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite come membro non permanente, avviandosi a diventare un interlocutore privilegiato su tutti i dossier che riguardano l’Onu, dal conflitto tra Israele e il gruppo islamista palestinese Hamas all’offensiva russa in Ucraina. La missione quirinalizia è un importante successo per il governo sudcoreano in vista del vertice del G7 che l’Italia ospiterà in Puglia il prossimo anno, e a cui Seul punta a partecipare come Paese ospite. La missione del presidente della Repubblica si concluderà il 9 novembre con una tappa a Daegu, dove la delegazione italiana omaggerà la cultura nazionale visitando il tempio buddista di Heinsa, patrimonio Unesco dal 1995.

Nella stessa giornata, il presidente partirà alla volta dell’Uzbekistan, diventando il primo inquilino del Colle a recarsi nel Paese dal 1997, anno della visita di Oscar Luigi Scalfaro. La visita di Mattarella è fortemente voluta dal governo uzbeko, che sta progressivamente consolidando le relazioni con Roma nell’ambito dell’accordo di partenariato strategico sottoscritto lo scorso giugno e del meccanismo di consultazione tra l’Italia e i cinque Paesi dell’Asia centrale (Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan). La cooperazione con Tashkent è di particolare rilevanza per l’Italia soprattutto in virtù della posizione strategica del Paese, situato in una storica regione di comunicazione tra Europa ed Estremo Oriente, oltre che tra grandi potenze regionali quali Russia e Cina. È proprio in tale quadro che Roma potrebbe offrire un potenziale contributo, assistendo l’Uzbekistan nel mantenimento della sua autonomia e nel rafforzamento dei rapporti con l’Occidente.

Italia e Uzbekistan sono inoltre coinvolti in una serie di negoziati incentrati sulla protezione degli investimenti e sulla cooperazione scientifica e culturale, i cui progressi saranno valutati da Mattarella durante l’incontro con l’omologo uzbeko, Shavkat Mirziyoyev, previsto il 10 novembre a Tashkent. Nella stessa giornata il presidente ha in programma una tappa alla sede locale del Politecnico di Torino, che permetterà di fare il punto sugli scambi in ambito universitario e valutare nuove potenziali aree di sviluppo e cooperazione in campo economico e tecnologico. La visita si concluderà l’11 novembre a Samarcanda, città che il governo uzbeko punta a rendere un importante polo politico-culturale e dove l’Italia è presente con una missione archeologica.

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