La scienza aiuta a difendere l’arte dal clima- Corriere.it

La scienza aiuta a difendere l’arte dal clima- Corriere.it
La scienza aiuta a difendere l’arte dal clima- Corriere.it

In questi giorni di eventi meteo estremi è facile intuire come il maltempo possa colpire e danneggiare non solo le persone ma anche siti archeologici e chiese, come è accaduto ieri con l’orologio del campanile a Cupello, in Abruzzo, strappato via dal vento. Ma poi, passata la bufera, pensiamo che sia passato il peggio. Non è così. In Italia dovremmo porci con maggiore preoccupazione una domanda più sottile e sfuggente: cosa c’entra il cambiamento climatico con il patrimonio culturale? Il legame è strettissimo ed è, per dirla con Gadda, un pasticciaccio tanto che è oggetto di studio in Germania con il Fraunhofer e in Italia con il Cnr-Ispc di Firenze.

Partiamo con il ricordare che meteo e clima non sono la stessa cosa: il climate change sta portando, in media, al riscaldamento terrestre. Allora si potrebbe cadere facilmente nel tranello: la stagione bella sempre più estesa, senza le famigerate mezze stagioni, potrebbe portare a una maggiore affluenza di turisti. A Firenze i visitatori possono godere del Rinascimento (muniti di spray anti-zanzara) quasi tutto l’anno. Ma la realtà è che caldo e umidità sono i peggiori nemici. Se a Roma si dice ciò che non hanno fatto i barbari lo hanno fatto i Barberini rimane da vedere cosa farà la CO2. L’esempio dell’Egitto spiega bene quanto sia intricata l’equazione: la diga di Assuan, un gioiello dell’ingegneria del ’900 che ha permesso di moderare le piene del Nilo e produrre energia idroelettrica, ora sta alimentando, a causa del caldo sempre più torrido, troppa umidità. E questa sta disgregando i monumenti dei faraoni. L’antica Tebe si sta disfacendo. Lo stesso fenomeno sta salendo sempre più a Nord, in Italia, con l’espandersi dell’anticiclone africano. La scienza e la tecnologia possono aiutarci. Ma l’esempio della diga di Assuan ci ricorda che il cambiamento climatico è come una delle Elegie duinesi di Rainer Maria Rilke: sistemi una cosa e te ne crolla addosso un’altra.